INEVITABILITA' DELLA VERTIGINE
La vertigine può essere definita come "allucinosi della sensibilità spaziale" (Arslan);
La stanza da noi progettata espande i suoi confini verso i concetti di ‘vertigine estrema’, ‘pericolo’ e ‘labirinto’. L’idea è di creare all’interno dello spazio uno sconfinamento visivo che avviene non soltanto tramite l’ambiguità delle immagini e degli oggetti posti al suo interno. Nella costruzione della stanza-installazione vi è il desiderio di stravolgere il punto di vista ‘comune’ per una visione ‘alternativa’, un’anamorfismo dell’utilizzo della stanza stessa, dunque il letto si trasforma in una gabbia, ma accanto, appese al soffitto vi sono manette aperte e utilizzabili. Nel soggiorno troviamo un ‘videosofà’ in cui ci si può distendere e guardare il monitor dall’alto verso il basso, accanto il tappeto con una sagoma di topo e proprio sopra al tappetto un trapezio (oggetto vertiginosissimo) che si presta agli usi più improbabili. Sostanzialmente ci interessa lo spostamento della visione e della funzionalità che creano nel visitatore un ludico spaesamento.
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